Un datalogger è uno strumento elettronico progettato per acquisire, registrare e memorizzare dati provenienti da una o più grandezze fisiche nel tempo, come temperatura, umidità, pressione, tensione, corrente o altri parametri ambientali e di processo. Può essere dotato di sensori interni oppure collegato a sonde esterne e viene utilizzato per il monitoraggio continuo in settori come industria, laboratori, farmaceutico, alimentare, logistica e controllo qualità.
Nel controllo qualità e nel monitoraggio ambientale, i datalogger rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la corretta registrazione dei parametri critici di processo. Tuttavia, affinché i dati raccolti siano realmente affidabili, è indispensabile che questi strumenti vengano sottoposti a una regolare taratura.
Uno dei metodi più efficaci e riconosciuti per la verifica delle prestazioni di un datalogger è la taratura in camera climatica, utilizzando strumenti campione certificati come riferimento metrologico.
Un datalogger può presentare scostamenti di misura. I dispositivi nuovi necessitano di una taratura iniziale per verificare l’attendibilità delle misure effettuate.
Nei datalogger già in uso l’esposizione prolungata a condizioni ambientali severe, urti, invecchiamento elettronico o semplicemente il normale utilizzo possono causare derive dalle tolleranze di produzione. Alcuni sensori poi degradano le loro caratteristiche semplicemente invecchiando. Anche uno scostamento minimo può diventare critico in settori dove il mantenimento delle condizioni ambientali è vincolante.
La taratura consente di verificare se lo strumento misura correttamente e se i valori registrati rientrano nelle tolleranze richieste.
La camera climatica permette di generare condizioni ambientali controllate e stabili di temperatura e umidità relativa, simulando i reali campi di utilizzo del datalogger. Durante la prova, il datalogger da verificare viene inserito all’interno della camera insieme a uno o più strumenti campione certificati, dotati di riferibilità metrologica e certificato ACCREDIA o equivalente.
I punti di prova vengono selezionati in base al campo di utilizzo dello strumento, ad esempio:
• temperatura: 0°C / +25°C / +40°C / +60°C
• umidità relativa: 30% / 50% / 75% RH
Una volta raggiunta la stabilità termica e igrometrica, si procede alla registrazione simultanea dei valori:
• valore letto dal datalogger in prova
• valore misurato dal campione certificato
Il cuore della taratura consiste proprio nella comparazione tra il valore rilevato dal datalogger e quello dello strumento campione. Esempio pratico:
Lo scostamento viene poi confrontato con:
• la specifica del costruttore
• i limiti di accettabilità del cliente
• i requisiti normativi applicabili
Se il valore rientra nei limiti previsti, il datalogger risulta conforme.
In caso contrario, può essere necessario un aggiustamento, una riparazione o la sostituzione del sensore.
Al termine della prova viene emesso un certificato di taratura contenente:
• identificazione dello strumento
• matricola e modello
• condizioni ambientali di prova
• strumenti campione utilizzati
• riferibilità metrologica
• risultati ottenuti
• incertezza di misura
• eventuale giudizio di conformità.
Questo documento è fondamentale durante audit, ispezioni qualità e verifiche normative.
Tarare un datalogger non significa soltanto “controllare se funziona”, ma garantire la validità del dato misurato. La taratura con confronto diretto rappresenta una delle procedure più affidabili per assicurare precisione, conformità normativa e sicurezza operativa. In un contesto dove la qualità del dato può influenzare produzione, sicurezza e conformità legale, investire nella corretta taratura degli strumenti di misura non è una scelta opzionale ma una necessità tecnica.
Presso Fa.St. Servizi Tecnici eseguiamo tarature di datalogger su richiesta, con strumentazione certificata e procedure tracciabili.
Contattaci per maggiori informazioni o per una consulenza dedicata.